Mark Jenkins (Virginia, USA, 1970) è noto a livello internazionale per i suoi interventi di strada, in particolare per le sue straordinarie sculture che hanno popolato le città di tutto il mondo. Un palcoscenico urbano che colpisce il passante, sculture collocate in situazioni e posizioni non comuni, incastonate nello spazio della vita quotidiana creando un paesaggio surreale ed enigmatico.

Lo stile di Mark Jenkins

Usando il nastro trasparente come materiale di fusione per riprodurre figure umane e oggetti, l’artista colloca le sue opere dove possono creare un impatto sulle persone. Per questo motivo, considera la strada come un palcoscenico e i suoi clienti abituali sono attori inconsci di cui documenta le reazioni. La particolarità nel suo lavoro è l’inevitabile ed essenziale rapporto instaurato tra artista e pubblico. In alcuni casi stimolanti, fantasiosi e grotteschi, le opere site specific di Mark Jenkins offrono alle persone la possibilità di reagire e riflettere sulle questioni sociali e politiche.

Mostre più importanti

Il suo lavoro è stato esposto da New York a Barcellona, ​​da Tokyo a Mosca. Tra le sue ultime mostre: From Here to Nowhere, Fabien Castanier Gallery (Miami, 2019), BRD SHT, una mostra personale al Lazinc di Londra, e anche alla Galleria Danysz di Parigi nel 2019. Altri importanti progetti e mostre gli artisti che hanno partecipato sono: Mark Jenkins: Remix, Arsenal Contemporary Art (Montreal, 2016), Knock Knock, Ruttkowski; 68, (Cologne, 2016), Vitality and Verve in the Third Dimension (Collective), Long Beach Museum of Art (Long Beach, USA, 2016) ed Ex Situ, Centro Pompidou (Parigi, Francia, 2013). Mark Jenkins ha anche partecipato a festival e progetti artistici come City Leaks (Colonia, Germania, 2013), Bien Urbain (Besancon, Francia, 2013), White Walls (Beirut, Libano, 2013), Walk and Talk Festival (Azzorre, Portogallo, 2013), Dublin Contemporary 2011 (Dublino, Irlanda, 2011). Ha collaborato con Greenpeace nel 2008 e curato il festival Les Grandes Traversees a Bordeaux nel 2010.