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D*Face

D*Face (Dean Stockton, Londra, 1978) è uno dei più prolifici e popolari street artist contemporanei.

D*Face: bio

È cresciuto nella capitale britannica, ma gli Stati Uniti, il sogno americano, lo skateboard, l’hip hop, il punk e la musica rock sono sempre stati presenti nella sua mente. Fin da piccolo ha coltivato la passione per il disegno e il suo primo incontro con la Street Art è avvenuto all’età di 15 anni grazie al reportage sui graffiti Spraycan and Subway Art di Henry Chalfant e al servizio della rivista Thrasher sulle grafiche delle tavole da skateboard.
La sua passione è presto diventata una professione e prima di dedicare la sua vita interamente all’arte, D*Face ha lavorato come illustratore e designer freelance. Il suo stile distintivo è riconoscibile grazie all’uso di immagini pop influenzate dal lavoro di Andy Warhol, Roy Lichtenstein, dalla campagna André the Giant has a Posse disegnata da Shepard Fairey nel 1989, dal linguaggio della pubblicità e dall’universo dei fumetti e dei cartoni animati. Da qui prendono vita i suoi personaggi disfunzionali, sempre accompagnati da un pensiero o da un’affermazione che mette in discussione la nostra società sempre alla ricerca della fama e dell’eccessivo materialismo.

D*Face: opere e tecniche

I personaggi di D*Face iniziano con un disegno a mano libera dell’artista e poi, nel tempo, si evolvono in adesivi, poster, stencil fino a diventare tele e grandi murales che decorano le pareti di edifici in città come Londra, Parigi, Madrid, Miami, Città del Messico, Dubai e Tapei. Le HPM rappresentano un metodo di lavoro unico per D*Face, a metà strada tra le edizioni stampate e gli originali su tela. Proprio come un pezzo su tela, la prima parte di questo processo è l’applicazione del colore e di solito è la fase in cui si tende a sperimentare di più. Spesso precedenti alla tela finale, le HPM consentono all’artista un approccio al lavoro un po’ più libero: pennellate, modalità di colore e tecniche diverse conferiscono a ogni numero dell’edizione le proprie caratteristiche distintive. Per molti versi sono una decostruzione dell’opera finale e danno un’idea del processo di pensiero dell’artista. Una volta applicato il colore a mano, le opere ricevono il loro strato finale di definizione attraverso la serigrafia, come avviene in un’edizione tipica, ma su una scala molto più limitata. Il risultato finale media il processo di lavoro di D*Face e il percorso con cui produce la tela finale.

D*Face: collaborazioni e mostre

Tra le collaborazioni più degne di nota ci sono quella con Shepard Fairey, stimato street artist americano e amico con cui ha realizzato numerose opere a quattro mani, e quella con Banksy. Nel 2004, DFace ha iniziato a stampare le proprie grafiche sulle banconote e a farle circolare affinché il suo stile entrasse a far parte dell’immaginario collettivo. Questo attira l’attenzione dello street artist di Bristol che lo contatta per una collaborazione; insieme producono un’edizione limitata di stampe che va esaurita in pochissimo tempo. Nel 2005, accanto a famosi street artist come Banksy, Invader, Ben Eine e Paul Insect, D*Face ha partecipato alla quarta edizione di Santa’s Ghetto, una mostra collettiva itinerante organizzata dagli stessi artisti dal 2002 al 2007 nel mese di dicembre con l’obiettivo di sfidare le logiche del mercato e vendere al pubblico le loro opere a prezzi accessibili.

Nel 2006, Death & Glory è stata la prima mostra personale dell’artista e lo ha consacrato al successo; da allora, D*Face ha esposto in mostre personali e collettive in gallerie di tutto il mondo.

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