Shepard Fairey (1970, South Carolina), è l’artista dietro OBEY GIANT, il cui nome deriva dalla campagna di sticker iniziata nel 1989 quando l’artista era ancora solo uno studente universitario.

Shepard Fairey e il suo mondo di idee

Da quel momento il suo percorso è proseguito intriso nella cultura hip hop e punk rock.

L’universo degli skateboarder e dei punk respinge l’impulso di conformarsi a qualsiasi convenzione. Shepard Fairey, costruendo la sua struttura di riferimento su questa filosofia, ne trasmette i valori attraverso i suoi messaggi artistici destinati a provocare nello spettatore una risposta critica.

La campagna “OBEY GIANT”, con il ritratto del wrestler francese André the Giant, non ha un significato vero e proprio e lascia volutamente spazio alle interpretazioni. Fairey invita così il pubblico a riflettere sul significato di libertà e a rendersi conto allo stesso tempo della sua mancanza all’interno del rigido sistema della società contemporanea.

Lo stile di Shepard Fairey

Elaborando il design di adesivi, poster e matrici, Shepard sceglie di utilizzare una palette di colori minimalista, un sistema pittorico emblematico, una sceneggiatura espressiva, immediata ed efficace. Il linguaggio artistico che predilige serve a creare un’immagine laconica comprensibile a tutti.  Se i richiami alla pop art sono visibili nella composizione dell’immagine, si distanziano invece per i temi trattati in quanto Shepard è solito affrontare questioni sociopolitichevalori umanitari che incanalano lo spettatore verso l’assunzione di una posizione civica. Un esempio  si trova nell’immagine “HOPE” legata al ritratto iconico di Barack Obama, diventato simbolo della campagna presidenziale.

Trent’anni di carriera

Nel 2019 la carriera di Fairey ha raggiunto i 30 anni e l’artista continua la sua missione originale di creare un universo artistico accessibile a tutti e che invita lo spettatore a porre domande.

L’arte di Shepard Fairey è una reazione a circostanze di forza maggiore, uno sforzo per combattere una situazione urgente grazie all’arte provocatoria.

Le sue opere legate alla guerra, alla pace o all’ambiente sono intrise di propaganda e forniscono allo spettatore interpretazioni multiuso.

Mostre più importanti

Nel 2009 Shepard è stato invitato a realizzare un solo show intitolato “Supply & Demand” all’Institute of Contemporary Art (ICA) di Boston, riproposto in seguito anche all’Andy Warhol Museum in Pittsburgh, Penn e al Cincinnati Contemporary Arts Center (CAC), Ohio, ottenendo un record di visite in tutti e tre i musei.

Nel 2011 inoltre Shepard ha partecipato alla mostra “Art in the Streets” al MOCA Geffen a Los Angeles e nel 2014 ha esposto a Charleston S.C., sua città natale, con un’importante mostra all’Halsey Institute of Contemporary Art.

Nel 2015, in occasione della Conferenza delle Nazioni Unite per il Cambiamento Climatico (COP21) a Parigi, Fairey è stato scelto per essere il primo artista in assoluto a installare un’opera tridimensionale alla Torre Eiffel: “Earth Crisis Globe”. Lo stesso anno la fondazione HOCA a Hong Kong ha presentato una retrospettiva sulla sua carriera intitolata “Visual Disobedience”.

Nel 2018 il Moscow Museum of Modern Art a Mosca ha dedicato a Shepard Fairey una grande mostra personale, con quasi quattrocento opere esposte. La mostra, intitolata “Force Majeure”, è stata la prima mostra personale di Fairey in Russia, e per questo è stata particolarmente importante ed evocativa per la carriera dell’artista.           

Nel 2019 la carriera di Fairey ha raggiunto i 30 anni e per l’occasione l’artista ha creato una mostra itinerante in tutto il mondo: “Facing the Giant: Three decades of dissent”, una riflessione sulla sua carriera volta a evidenziare sia la continuità che l’evoluzione della sua arte e dei concetti espresso con esso. Sempre nello stesso anno ha partecipato a una mostra collettiva “Post Contemporary Urban Graphics” al MoCa di Shanghai.                        

L’artista nel corso della sua carriera artistica ha realizzato più di 100 opere murarie in Europa e in molti altri stati in tutto mondo, tra cui Canada, Stati Uniti, Russia, Sud Africa, Hong Kong.  Le sue opere sono presenti nelle collezioni di alcuni dei principali musei al mondo tra cui il Victoria & Albert Museum a Londra, il San Francisco Museum of Modern Art  (SFMOMA) a San Francisco, lo Smithsonian National Portrait Gallery a Washington l’Institute of Contemporary Art a Boston.